23 marzo 2018

The Florida Project - Essere bambini in un mondo di m***a


Ogni anno durante la Award Season, esce fuori una perla cinematografica. Un film solitamente piccolo e semplice, ma potente e difficile da dimenticare. L'anno scorso questa perla era stata, almeno per me, Moonlight. Quest'anno è The Florida Project.

4 marzo 2018

Ciao, Davide


Sei stato con noi 6 lunghissime stagioni, perno fondamentale di una grande difesa, insieme a giocatori formidabili, a dei guerrieri. Tu eri così, un guerriero che non dimenticherò mai. Non ti dimenticherò non solo perché eri un grandissimo professionista, un bravissimo ragazzo, ma perché hai fatto parte di una squadra che ci ha fatto emozionare, divertire, anche incazzare sì, ma soprattutto sognare... E non capita tutti i giorni a noi tifosi di una piccola come il Cagliari... I giocatori ci regalano tutta una serie di emozioni ed è difficile non affezionarci a loro... e porca miseria ora mi viene da piangere...



29 gennaio 2018

CALL ME BY YOUR NAME - Chiamami col tuo nome


Call me by your name non lo etichetterei solo come semplice storia d'amore omosessuale; io ci ho visto molto di più. È una storia che parla di formazione, di adolescenza, passione e sentimento, del rapportarsi con culture e persone diverse, del sentirsi straniero in terra straniera. Dopo averlo finito (visto in lingua originale) non ho potuto fare a meno di chiedermi come diavolo si possa guardare un film così doppiato. I protagonisti parlando italiano, inglese, francese e tedesco. La lingua è parte integrante del racconto, perché esprime bene il senso di estraniamento. Elio, 17 anni, vive in una famiglia super acculturata, globalizzata. Figlio di inglese e francese, vive in Italia e conosce un Americano, Oliver, che cambierà la sua vita, tracciando un solco indelebile nella sua adolescenza.

18 gennaio 2018

TRE MANIFESTI A EBBING, MISSOURI


Nel corso degli ultimi anni ho potuto constatare quanto l'odio sia diventato sempre più caratteristico della società in cui viviamo, complici una serie di fattori che hanno risvegliato un sentimento che probabilmente c'è sempre stato, ma che era, per certi versi, assopito. Si è così accesa una miccia all'interno del popolo, non solo italiano, che ha innescato poi una bomba. Una bomba fatta di odio. Complici anche, e soprattutto (secondo il mio modesto punto di vista da giovane) i social network, e l'internet, in cui ognuno può immergersi, dal bambino all anziano; dove ognuno ha finalmente (o purtroppo) trovato spazio per esprimere le proprie opinioni, giuste o sbagliate che siano; dove attingere miriadi di informazioni, spesso false; in cui ognuno ha potuto trovare persone con le quali condividere non solo passioni (come magari faccio io col cinema) ma anche la rabbia e l'odio per determinate cose.

10 gennaio 2018

BABY DRIVER

- You're a driver. You like music. You don't talk much.
- No. I've spoken more to you today than I have to anyone all year.
Una delle prime cose a cui ho pensato mentre vedevo Baby Driver è stata: ma quanto cavolo si saranno divertiti nel realizzarlo? La passione, la spensieratezza, l'alta tecnica di Edgar Wright, e il divertimento traspaiono da ogni inquadratura, da ogni stacco di montaggio. E tutto questo è si riflette nello spettatore che, come me, non può non divertirsi un mondo.

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